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museosacoronarrubiaIl Museo Naturalistico del Territorio Giovanni Pusceddu non è soltanto una complessa struttura tesa ad accogliere mostre internazionali ma un vero e proprio volano dell’intera economia turistica del territorio. In soli 13 anni di vita, infatti, il Museo ha staccato oltre 600.000 biglietti, ospitando grandi mostre internazionali quali I Dinosauri, I Grandi di Spagna (Goya, Dalì, Mirò e Picasso), Leonardo da Vinci – genio curioso, L’Uomo Egizio – la Civiltà faraonica nel racconto dei suoi protagonisti, La doppia elica del DNA, I Popoli Precolombiani, Gli Etruschi – un’antica civiltà rivelata, Gli Etruschi e la Sardegna, Al tempo dei mammut, Che Guevara – rivoluzionario e icona, Da Atene a oggi – le sfide olimpiche. Grazie a queste l’indotto ha beneficiato di uno slancio produttivo e il nome di Sa Corona Arrùbia è rapidamente cresciuto, varcando i confini dell’Isola.

Il Museo sorge ai piedi dell’altopiano basaltico da cui il Consorzio Turistico prende il nome. La “Corona Rossa”, in italiano, perché la sera, al tramonto, si accendono i colori dei licheni rossi che rivestono le rocce basaltiche, disposte a forma di corona, in cui, incastonati come pietre preziose, sorgono i Nuraghi costruiti sul ciglio degli strapiombi rocciosi.

È il più noto Museo naturalistico della Sardegna. L’esposizione permanente si articola in tre padiglioni, dedicati alla fauna, alla botanica e all’antropologia.

Il Padiglione faunistico propone la visita di otto grandi diorami, le stupende ricostruzioni tridimensionali a grandezza naturale di ambienti naturali del territorio: un modo nuovo per scoprire, rispettare e amare la natura che ci circonda attraverso la rappresentazione scenografica della fauna della Marmilla e della Sardegna; un’esperienza di alto valore scientifico e grande spettacolarità.

Il Padiglione botanico si articola a sua volta in tre sottosezioni: la Micoteca, la Xiloteca e l’Erbario attraverso le quali si arriva a scoprire come funziona una pianta, come si forma un frutto e tanti altri segreti del regno vegetale. Disegni e modelli botanici tridimensionali offrono un approccio diverso ai concetti basilari della botanica rappresentati anche in pannelli che illustrano gli aspetti vegetazionali tipici del territorio.

Il terzo Padiglione, quello antropico, propone un percorso che consente di ricostruire un’immagine concreta della storia e della cultura del territorio. Si articola in due parti: nella prima sono esposte sei suggestive ricostruzioni in scala dei più importanti monumenti archeologici della Marmilla; la seconda espone una collezione di testimonianze sulla civiltà contadina del recente passato.

Attorno al Museo sorge il Parco Geobotanico del Mediterraneo di 61 ettari, una sorta di moderno orto botanico dove le specie endemiche e in via d’estinzione, sono rappresentate, ciascuna, in migliaia d’esemplari geneticamente certificati.