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Parco dei Monumenti e Prenuragici e Nuragici

Come dimostrano le costanti e numerose testimonianze antropiche, la Marmilla è stata nei secoli una terra ambita. Oltre le frequenti tracce del Paleolitico, ancora poco valorizzate rispetto alla loro importanza, si contano una decina di domus de janas, cinque tombe dei giganti e oltre 120 nuraghi, di cui gran parte visitabili e, alcuni, gestiti da cooperative.

Il Parco dei monumenti comprende il circuito delle sepolture megalitiche e quello delle fortezze nuragiche presenti nel territorio. Dato il numero elevato non tutti i siti possono essere gestiti direttamente come per esempio il circuito che riunisce trentadue aree archeologiche dislocate tra diversi Comuni del Consorzio, in cui sorgono protonuraghi, nuraghi monotorre e complessi, tombe dei giganti, villaggi di capanne e altri rilevanti monumenti. Recintati con muretti a secco e serviti da comodi viottoli, i siti costituiscono le mete ideali per escursioni a piedi e in bicicletta (trekking e archeobike), ma sono raggiungibili anche in auto e pullman. La maggior parte sono situati sull’altipiano della Giara di siddi, dove si trovano le 17 aree archeologiche e un punto panoramico servito da un bar e un ristorante che offre cucina tipica locale.

I servizi variano dalla visita guidata, all’accompagnamento culturale, alla semplice manutenzione del sito comunque fornito di apposita cartellonistica esplicativa generalmente bilingue, inoltre i servizi variano a seconda del periodo e della stagione, pertanto si consiglia sempre di telefonare per prenotare la visita.

1.1.1.  Parco dei Monumenti Prenuragici e Nuragici del Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia

Nell’ambito del grande progetto degli “Itinerari Turistici per la valorizzazione delle risorse del territorio consortile” che negli anni 2000 ha permesso al Consorzio la realizzazione del Museo del Territorio è stata prevista anche l’acquisizione delle aree di 32 monumenti archeologici, loro demanializzazione, recinzione con muretti a secco, scavo e valorizzazione. Questi siti sono compresi nel Parco dei monumenti prenuragici e nuragici del Consorzio, di cui il nucleo principale (17 monumenti) si trova sull’altopiano della Giara di Siddi.

Uscendo dal paese di Siddi, è possibile raggiungere il particolarissimo e complesso nuraghe a corridoio Sa Fogaia. Si tratta di uno fra i più importanti monumenti costruiti dall’uomo a guardia della Giara di Siddi, che in auto si raggiunge salendo in direzione Gonnostramatza. Man mano che si affronta la salita i campi lavorati cedono il passo alla macchia mediterranea (mirto, lentisco, cisto rosso), alle aree boschive (leccio, fillirea, roverella), e alle specie vegetali endemiche (orchidee selvatiche, ginestrella, scilla). Raggiunto il passo, sul pianoro si aprono due itinerari archeologici, uno a destra e uno a sinistra, che consentono di fare il periplo della Giara alla scoperta dei ben 17 monumenti nuragici. Sulla destra, girando in senso orario, attraverso panorami mozzafiato e tra profumi indimenticabili, si trovano le rovine dei nuraghi: Molas, Cuccuru Bingias, la tomba di Giganti Sa Domu ‘e s’Orcu, Pranu stintu, Su sensu, Conca Sa Cresia, Mammonaia, Su Pardu, Sa Cruxi. Tra tutti è imperdibile la maestosa tomba di giganti Sa Domu ’e s’Orcu, uno fra i più straordinari esempi d’architettura funeraria nuragica dell’Isola per stato di conservazione e monumentalità della costruzione. La tomba, della tipologia con struttura a filari, coperta a piattabanda, è databile al Bronzo Medio (1500-1300 a. C.). L’itinerario sulla sinistra, che conduce tra l’altro al Centro di Ristoro Sa Corona Arrubia e alla stazione di rinvio della Seggiovia, si articola attraverso i nuraghi: Sa fogaia, Pranu Casti, Su Concali, Sa Corona Arrubia (sul dirupo che da il nome al Consorzio Turistico e da cui si vedono il Parco Geobotanico e il Museo del Territorio), Liccu, Corruardu, Genna Maiu A e B. Vale la pena esplorare questi siti: è come rivivere l’avventura di un viaggio nel passato, nei luoghi in cui una popolosa comunità nuragica viveva le sue relazioni sociali, celebrava i riti religiosi e si difendeva dagli invasori. Una sola raccomandazione è d’obbligo: il rispetto per un luogo che in 3000 anni di storia è rimasto pressoché inalterato.

 

Tutti gli elementi
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Museo Turcus 'e Moros

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