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Furtei

L’attuale paese, che oggi conta 1690 abitanti, d’origini Medioevali (regione storica della Valenza-Marmilla), risale al 1290 ca. mentre il toponimo, verosimilmente d’origine prelatina, è attestato a partire dal 1341 (eccclesie de Frutey calaritane diocesis), ma le interpretazioni sul suo significato sono alquanto incerte. Testimonianza concreta della floridezza della comunità di Furtei nel Medio Evo sono, oltre alla piccola e suggestiva Chiesa di S. Narciso (XII sec.), a due navate, la bella Parrocchiale di S. Barbara (XII sec.), il cui interno è a forma basilicale, diviso in tre navate da arcate a sesto acuto. La chiesa, ricca d’arredi sacri, custodisce un’importante Tavola raffigurante la Crocifissione, attribuita al pittore stampacino A. Mainas (XVI sec.). Altri tesori della parrocchiale sono un’acquasantiera del 1590, alcuni argenti sacri tra i quali si segnala la massiccia croce parrocchiale del peso di Kg.5.500, la statua lignea di S. Barbara, in estofato de oro, e quattro antiche campane, una delle quali, proviene dall’antica chiesa parrocchiale di S. Biagio, un vero cimelio, anche perché reca la scritta: Deus Homo Factus Est – Norice – Mdxxx (Dio si è fatto Uomo – Norce – 1530).

Il Calendario delle feste folkloristiche è particolarmente nutrito, si comincia da gennaio sino a dicembre.  A gennaio Is Fogadois per S. Sebastiano, e i Riti della Candelora (S’Obraixeddu) di Febbraio, e per tutto l’anno si festeggia a Furtei. Da segnalare la Sacra Rappresentazione de Su Scravamentu, e S’incontru, durante il periodo pasquale e l’originale rito de Sa pintatura e sa prama (la decorazione della Palma). In Epoca fenicio–punica, i Cartaginesi trasformarono una preesistente fortificazione nuragica secondo la formula della loro architettura militare, incorporando parzialmente il nuraghe nel mastio e sfruttando i restanti paramenti murari del quadrilobato. Nel XII sec. venne edificata la Chiesetta di S. Biagio e il Borgo di Nuraxi, cominciò ad essere abitato costantemente. Nel 1500 ca., era un piccolo centro, abitato da duecento anime e fino al 1698 da una cinquantina di persone, le quali si trasferirono definitivamente a Furtei perché vittime di ripetute scorribande degli abigeatari. Proseguendo oltre S. Biagio si arriva in località Santu Miali, l’area mineraria, un tempo abitata dai lavoratori della centrale Idroelettrica e successivamente sede della SGM (Sardinia Gold Mining).

Tutti gli elementi
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Pozzo di Sant'Anastasia

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San Michele Arcangelo

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San Michele Arcangelo

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Museo Archeologico